Metropolis Pt.2 Scenes From A Memory Review

Metropolis Pt.2: Scenes From A Memory” è uno dei dischi ai quali sono più legato, con cui son cresciuto ed ho imparato ad apprezzare i generi più complessi e sofisticati. I Dream Theater sono stati la band capace di aprirmi gli occhi, musicalmente parlando, e di incuriosirmi a strutture musicali di spiccato spessore compositivo.

Parliamo del disco in sé, con una breve premessa: in “Metropolis Pt.1: The Miracle and The Sleeper“, brano tratto da “Images And Words“, veniamo a conoscenza di due personaggi la cui storia non è sviluppata all’interno del brano ma sappiamo essere legati mentalmente. I rimandi tra questa prima parte e l’album che ne spiegherà la storia sono quasi essenzialmente di stampo musicale e soltanto in parte rimandano al concept (The Miracle and The Sleeper, come si scoprirà, sono due fratelli vissuti all’inizio del XX secolo, amanti della stessa donna).

Partiamo con le presentazioni dei personaggi, ognuno di essi nell’album ha una caratterizzazione molto introspettiva e poco legata all’aspetto fisico:

Personaggi del Presente:

-Nicholas (protagonista, reincarnazione di Victoria Page);
-L’ipnosi-terapista;

Personaggi della storia del 1928:

-Victoria Page;
-Julian Baynes (The Sleeper);
-Senatore Edward Baynes (The Miracle).

Introduzione: il disco inizia con dei ticchettii d’orologio, che regalano sin dall’inizio teatralità all’album. Dopo qualche secondo, il terapista procederà nell’ipnosi di Nicholas, facendolo cadere in uno stato di pace e calma, che gli permetterà di rivivere passo passo la storia di Victoria Page.

Primo Atto:

Scena Uno: Regression:
Brano puramente introduttivo, in cui l’ipnosi-terapista fa cominciare un lentissimo conto alla rovescia permettendo a Nicholas di addentrarsi nei meandri più oscuri della sua mente e rivivere la tragedia di Victoria Page, che da tempo lo attanaglia nei suoi sogni.

Scena Due: Overture 1928-Strange Deja Vu:
L’ipnosi funziona e Nicholas rivive alcune immagini dei suoi sogni, ritrovandosi in un’abitazione a lui inconsueta eppure incredibilmente familiare. Una volta vicino ad uno specchio, guarda al suo interno e vede l’immagine di una affascinante ragazza di inizio ‘900. Era proprio lei che stava contattando Nicholas in cerca di aiuto per mettere in luce i reali avvenimenti di questa storia. Una volta risvegliato, in stato confusionario e agitato, il protagonista si chiede il perché abbia scelto proprio lui per aiutarla.

Scena Tre: Through My Words-Fatal Tragedy:
Resosi conto di essere la reincarnazione di Victoria Page, con la quale condivide l’anima e la sua incestuosa storia, spetterà a Nicholas rivivere i momenti della vita della giovane ragazza. In preda agli incubi, decide di indagare lui stesso sulla vicenda, andando nella casa vista nei propri sogni. Al suo interno c’è un uomo anziano, il quale non fornisce al ragazzo molte informazioni, esclusa la notizia della tragica morte di una ragazza agli inizi del secolo. Nicholas, quindi, si inventa investigatore e decide di scoprire tutto da sé. I pezzi sono incredibilmente toccanti ed emozionanti, non potranno non farvi immedesimare in una situazione difficile quanto traumatica nella quale Nicholas è, per forza di cose, invischiato.

Scena Quattro: Beyond This Life:
Uno dei momenti più lunghi di tutta la vicenda: mentre Nicholas legge un giornale del 1928 viene al corrente che il senatore Edward Baynes (The Miracle) è stato l’unico testimone della vicenda e che abbia ritrovato sul luogo il corpo di Victoria ed, accanto a lei, quello di un uomo con una pistola che, a quanto pare, si suicidò senza lasciar il tempo al senatore di intervenire. Secondo il giornale, sembrerebbe trattarsi di un omicidio/suicidio di stampo puramente amoroso, con dei motivi a cui neanche il giornale stesso sembra credere. Fu però trovato uno scritto all’interno di una delle tasche dell’aggressore, che lasciò trasparire la volontà di uccidere la giovane donna in preda ad una forte gelosia per poi privarsi della propria vita non volendo vivere senza di lei. Si pensò inoltre, in seguito al ritrovamento di un coltello sulla scena del crimine, che Victoria si fosse insospettita e in qualche modo cercasse di difendersi dal suo aggressore/amante.

Scena Cinque: Through Her Eyes:
Una volta scoperta, questa straziante verità, Nicholas non sa come reagire, cadendo in una vera e propria depressione. Pensa che Victoria non abbia avuto il tempo di avere una famiglia, contrariamente a lui.
Nicholas non si dà pace, specialmente una volta che si trova sulla tomba della ragazza, ha una sensazione di cedimento, che si trasforma in forza ritrovata e capacità di migliorarsi. Il momento musicale è davvero toccante, Labrie sembra rompere la quarta parete e parlare direttamente con l’ascoltatore. E’ uno dei momenti di massima emozione del disco.

Netta conclusione, inizio del secondo atto.

Secondo atto:

Scena Sei: Home
Facciamo la conoscenza di Julian Baynes (The Sleeper) il killer di Victoria poi suicidatosi, secondo i giornali.
La canzone si apre con una descrizione della sua vita, continuamente torturata dal vizio del gioco. Fu questa, infatti, la causa principale che spinse la giovane a chiudere i ponti con lui. Avrete notato sicuramente che i due uomini hanno lo stesso cognome, ebbene sì, a questo punto della storia abbiamo la conferma che i due personaggi sono fratelli di sangue. Per questo motivo Victoria ricerca nel fratello, Edward, tutto quello che Julian non riusciva a dargli, tradendolo a tutti gli effetti. Follemente innamorato di lei, il senatore, approfitta della debolezza di Victoria per farla invaghire di lui. Nicholas, alla fine della canzone è convinto che ci sia ancora qualche retroscena da smascherare per far luce su questa misteriosa e duplice storia d’amore.

Scena Sette: The Dance of Eternity-One Last Time:
The Dance Of Eternity è un pezzo strumentale di una complessità e tecnica assoluta, utilizzata come banco di prova per la scelta del nuovo batterista dopo l’addio di Mike Portnoy nel 2010. Pochi batteristi sono dotati di questa notevole capacità tecnica di cambi di tempo e velocità di esecuzione.

One Last Time:
Riprende la storia con i dubbi che assalgono Nicholas, il quale è venuto a conoscenza di alcuni retroscena secondo i quali Edward sia stato scaricato da Victoria. Tramite visioni Nicholas, ha la certezza del coinvolgimento di Edward nella storia e all’interno di una delle sue sedute di ipnosi si ritrova sulla scena del delitto prima che esso avvenga: sente chiaramente un uomo chiedere perdono e una donna in preda al panico. Tutta la disperazione del protagonista è trasudata dalla melodia truce e cupa che, per forza di cose, vi emozionerà.

Scena Otto: The Spirit Carries On
E’ il momento più introspettivo di tutto l’album, c’è tutto: la paura della morte, cosa ci sia dopo e se sia possibile vivere più vite. Nicholas è sicuro che la morte sia un ponte tra due vite, per questo Victoria è riuscita a mettersi in contatto con lui. Una volta constatato questo, è in pace con sè stesso. Giunti a questo punto, non siete umani se una lacrima non vi è scesa lungo il viso. Petrucci, con assoli molto psichedelici e toccanti, non potrà non scalfire le zone più intime della vostra anima.

Scena Nove: Finally Free
Il momento della verità, la chiusa di un album epico, con un finale che personalmente adoro. In questa sequenza della storia vengono inseriti gli ultimi tasselli mancanti necessari per una comprensione integrale: ciò che mi ha sempre colpito è che l’ascoltatore è al corrente di tutto, ma il protagonista no perché viene bruscamente risvegliato dal terapista. Come possiamo spiegarcelo?

Facciamo prima luce sulla parte conclusiva della storia, prima di giungere al punto: è stato Edward ad uccidere il fratello e Victoria stessa. La ragazza voleva tornare da Julian perché sentiva di amarlo, ma Edward non poteva accettarlo. Una volta uccisi, il senatore insabbia tutto perché è l’unico presente sulla scena del crimine. Fino a quel momento, la morte dei due ragazzi è stata per anni creduta come un omicidio/suicidio commesso da parte di Julian, un ragazzo in difficoltà e psicologicamente debole.

Ed eccoci alla conclusione del brano: all’improvviso parte un flashback, riparte la scena del pomeriggio in cui Victoria lascia Edward per tornare da Julian, i due decidono di incontrarsi in un luogo isolato la sera stessa, ma al momento dell’incontro salta fuori Edward, il quale cerca di uccidere il fratello che prova a difendersi utilizzando il famoso coltello di cui si è parlato all’inizio, ma non avrà il tempo necessario per utilizzarlo, perché verrà freddato dalla pistola di Edward.

Disperata, Victoria, urla e chiude i suoi occhi (Qui c’è la frase più emblematica di tutto l’album). Edward la guarda e puntandole la pistola in testa le dice: “Open Your Eyes Victoria”; dopo due secondi di silenzio tombale, le spara. Julian nei suoi ultimi secondi di vita, la abbraccia e la bacia per l’ultima volta morendole addosso.

Nicholas era stato chiamato da Victoria per mettere chiarezza sull’accaduto, ma lui, completamente all’oscuro di queste ultime notizie, poiché svegliato dall’ipnosi-terapista, ritorna nella sua abitazione (si sentono rumori a fine brano in cui egli scende dalla propria automobile, apre la porta di casa, si versa probabilmente del Whiskey nel bicchiere e accende la tv) in completa tranquillità, sicuro di aver completato la sua missione. Una volta spenta la TV, si alza dalla sedia, apre una porta e si ritrova il terapista con una pistola puntata verso di lui dicendo: “Open Your Eyes Nicholas”, e gli spara.

Il terapista è la reincarnazione di Edward che arrivato in casa di Nicholas lo ha ucciso prima che potesse conoscere la verità sull’accaduto.

Il concept è stato scritto dal quel genio di John Petrucci che insieme al resto della band ha scritto un disco che non può non essere inserito fra i dischi storicamente importanti per il Prog Metal. Un capolavoro assoluto che mischia atmosfere a sentimenti in maniera egregia. Nessuna nota è di troppo, nessuna parola è sprecata. Un lavoro certosino anche nel mixaggio, che di fatto rende “Metropolis Pt.2: Scenes From a Memory” uno dei migliori dischi di sempre nonché il mio secondo disco preferito in assoluto.

Se non l’avete mai ascoltato, fatelo.

VOTO: 9.5/10

RECENSIONE DI:
Ktulu

Metropolis Pt.2: Scenes From a Memory – Tracklist:

Act I

Scene One: Regression
Scene Two: I. Overture 1928
Scene Two: II. Strange Deja Vu
Scene Three: I. Through My Words
Scene Three: II. Fatal Tragedy
Scene Four: Beyond This Life
Scene Five: Through Her Eyes

Act II

Scene Six: Home
Scene Seven: I. The Dance of Eternity
Scene Seven: II. One Last Time
Scene Eight: The Spirit Carries On
Scene Nine: Finally Free

Che ne pensate di questa recensione? Scrivetecelo nei commenti!

STAY ROCK! 😉

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