Ekat Bork

Nella terra in cui è nata Ekat Bork (43 ° 48’N 131 ° 58’E) tigri, leopardi delle nevi e orsi vivono nei boschi. Nei giorni più freddi vagavano nei sobborghi, rovistando per trovare cibo. Gli insediamenti vicini erano i gulag dello zio Joe o gli avamposti della macchina militare russa. Ekat era troppo giovane per ricordare l’Unione Sovietica…
Abbiamo avuto il piacere di intervistarla, ecco un po’ di lei!

-Hai una storia molto travagliata: raccontaci un po’ di te e di come è nata la passione per la musica.
Da bambina mi esibivo in piccoli concorsi canori e il mio primo palco è stato il seggiolone sul quale mia mamma mi metteva in piedi per cantare davanti ai miei nonni. Devo dire che stare sul palco mi piaceva molto forse più che cantare.

-Hai lasciato la Russia per andare a San Pietroburgo; li ti sei dovuta accampare in sporchi tuguri abusivi con band senza nome, hai cantato anche nella metropolitana per procurarti soldi per mangiare; sono esperienze molto forti: parlacene un po’. Come hai trovato il coraggio?
Non mi piace parlare del mio passato, non sono stata tanto fortunata da piccola. Le tragedie che hanno colpito la mia famiglia mi hanno spinto a lasciare la mia casa con il coraggio della disperazione e a cercare fortuna a St. Pietroburgo dove cantavo per sopravvivere.

-Dopo San Pietroburgo sei andata in Svizzera: qui è cambiata la tua vita ed hai intrapreso la carriera musicale. Quali sono stati i passi che ti hanno permesso questa crescita?
Incontri importanti mi hanno poi portato lontano fino a studiare al CPM di Milano. Ho avuto così la fortuna di lavorare con grandi produttori musicali come Francesco Fabris e Sandro Mussida e grazie il mio manager e produttore Silvio Cattaneo ho potuto realizzare fin qui due progetti: Veramellious e yasДyes.

-Parlaci un po’ del tuo primo album “Veramellious”.
Veramellious è una raccolta di 11 brani scelti dai miei produttori e presi da un cassetto pieno di musiche scritte in vari periodi della mia vita.

-Un live che ti è rimasto particolarmente a cuore?
Non è facile, sono tutti diversi, ma devo dire che ultimamente, lo scorso 6 maggio, ho avuto molto piacere ad esibirmi @ Vinile di Bassano del Grappa, nel Vicentino. Un bel locale dove per la prima volta ho avuto modo di suonare davanti ad un pubblico italiano, presentando il mio nuovo album yasДyes.

-Dal 2015 hai lavorato al tuo secondo album “yasДyes” ( in russo “sono qui adesso”): parlacene un po’. Ci sono differenze importanti con il primo?
yasДyes l’ho scritto tutto di botto in pochi mesi, è molto meno rock rispetto al precedente, più elettronico e rappresenta meglio quella che sono adesso (come esplicato dal titolo stesso.). L’ho scritto in parte a casa e in parte viaggiando tra Italia, Polonia, Germania e Portogallo. Sono una giramondo.

-Fai un genere molto particolare: com’è nata la scelta?
Il genere della mia musica lo lascio definire agli altri, io faccio tutto in modo molto spontaneo. Il risultato dicono sia una sottospecie di alternative electronic pop, di non così facile ascolto. Ma per me è facilissimo.

-Qualche consiglio per gli artisti che ci seguono e che vorrebbero emergere?
Un consiglio per i giovani talenti è di fare quello che più piace loro senza scendere a compromessi, essere originali senza paura, la paura inibisce la creatività.

-Qualche novità in vista che magari vorresti condividere in anteprima con noi?
In questi giorni con il mio manager abbiamo girato ed editato il video del brano When I Was, la quinta clip di mia produzione. Ora sto finendo di cucire l’abito del mio prossimo show.

-Ti lasciamo l’ultima parola…
Mi piace creare, fare tante cose e non limitarmi a far solo musica. Grazie per l’opportunità di quest’intervista, un saluto a tutti!

Grazie Ekat Bork per quest’intervista! Alla prossima!

STAY ROCK! 😉

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