Evel

Il gruppo degli Evel ci tiene a parlare di sé al singolare, per sottolineare che sì è formato da quattro anime ben distinte, ma che nella band tutte loro si amalgamano perfettamente e armonicamente dando vita ad un progetto unico, unito, solido e sincero. Scopri qualcosa in più su di loro con quest’intervista!

-Raccontateci un po’ la vostra storia e com’è nato il progetto della band.
Cerchiamo di fare un breve sunto della nostra storia: Evel nasce all’inizio del 2011 dall’unione di membri provenienti da diverse rock band già attive nel milanese. A settembre 2011 viene pubblicato il primo EP autoprodotto “Nylon, Legno e Valvole” e inizia il tour promozionale con numerosi concerti sui palchi di diverse città del nord Italia.
Dall’esperienza in chiave acustica nasce poi, nell’inverno 2012, l’EP “Acoustic Set #1”. A partire da questo momento la band affianca la composizione di nuovi brani alla dimensione live.
Nell’ottobre 2015 inizia la produzione del primo LP “Crepuscolare” contenente 9 brani inediti, registrati presso La Sauna Recording Studio da Andrea Cajelli e masterizzati presso Eleven Mastering da Andrea De Bernardi, in uscita il 14 novembre 2016.

-Com’è nato il nome “Evel”? Ha un significato particolare?
Il nome “EVEL” è stato scelto per vari motivi: prima di tutto troviamo che abbia un bel suono e quando si parla di musica è fondamentale; secondo perché non ha lingua, funziona sia italiano che in inglese, è una parola per tutti; terzo perchè riprende il suono di “Evil” ed il nome di un famoso stuntman americano “Evel Knievel” e quindi come biglietto da visita della band proietta subito un’immagine dinamica e nel mondo rock n’roll (corna al cielo!); infine perché è l’abbreviazione di “everlong (per sempre)” che è l’augurio che ci diamo per il gruppo.

-Quali sono le principali tematiche che trattate nelle vostre canzoni?
Ogni canzone è un piccolo mondo a sé, ogni canzone racconta una storia o un’emozione. Nel nostro ultimo disco “Crepuscolare” il filo conduttore è l’atmosfera che si respira parlando di vari temi quali la consapevolezza di quanto nulla sia sotto il nostro controllo (Non appartiene a me), delle perdita delle barriere mentali in cui viviamo (Il mostro), di un viaggio spaziale metafisico (Giuda), della forza di raggiungere i nostri sogni (La cava delle bestie) fino alle stragi di mafia (Trinitrotoluene e lime).

-Ci sono stati artisti che vi hanno influenzato particolarmente o a cui vi siete ispirati?
Ognuno di noi viene da esperienze musicali e gusti differenti quindi ognuno porta le proprie influenze.
Il nostro suono trae origine dal blues e dal rock anni ’70, ha la rabbia del punk e del post-hardcore dei Fugazi e degli At The Drive In, passa dallo stoner dei Queens of the stone age, ammicca ai riff di Tom Morello e arriva al suono di EVEL. Poi ovviamente essendo italiani, un po’ di melodia l’abbiamo nel sangue…

-Avete alle spalle un gran numero di live: ce n’è uno che vi è rimasto a cuore? Se sì, perchè?
Il live più bello credo sia stato il primo: al Land of Live di Legnano un venerdì sera di fronte a circa 200 persone, certo non come suonare a Wembley ma ci abbiamo messo tutto quello che avevamo e abbiamo veramente dato vita ad una band che fino a quel momento era un embrione!

-Se riusciste a vedere attraverso gli occhi di un fan un vostro concerto, cosa pensereste di voi stessi?
Che manata questi qua!

-Quali sono i primi passi, secondo voi, che una band emergente dovrebbe fare per farsi conoscere?
Uscite, divertitevi insieme, suonate, non importa se su un palco o in sala prove ma suonate, create qualcosa di vostro, di importante per voi.

-Qualche novità in vista che magari vorreste condividere in anteprima con noi?
Ora le nostre forze sono impegnate soprattutto sul produrre nuovi brani, già abbiamo qualcosa in cantiere.

Seguite anche gli Evel a questi link:

Grazie Ragazzi, per quest’intervista è tutto!

STAY ROCK! 😉

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