Fausttophel Sancta Simplicitas Review Mystisk Død

Quando il Black Metal si fonde con il Melodic e il Progressive in chiave Folk, noi di Rock’s Temple pensiamo a “…Sancta Simplicitas…“, l’ultima fatica degli Ucraino-Russi Fausttophel, pubblicato lo scorso 31 Marzo 2016 sotto l’etichetta Another Side Records.

Il concept dell’album è costruito sulla base di aggressivi blast di batteria, potenti riff di chitarra e composizioni Avant-garde. Durante l’ascolto troviamo altri elementi che arricchiscono ed irrobustiscono l’album: melodie dal Folk Metal e il bilinguismo tra la lingua Ucraina e quella Russa, con intermezzi di Gogol; In aggiunta, nella parte canora lo sdoppiamento della voce Death/Black con quella Growls è molto caratteristica.

Wandering… Searching…: L’intro dell’album è simile ad una ninna nanna narrata in russo. Un carillon fa da sottofondo musicale… Intro/Intermezzo sorprendente di una Opening Track che mantiene ancora in segreto all’ascoltatore il succo dell’album;

The Lot of Emptiness: Come in “The Word” (la track seguente), il turbine di chitarra e batteria rincorre i cambi di velocità nell’introduzione della tastiera. Ci sono pezzi cantati in parte nella lingua russa. Brano da ascoltare tutto d’un fiato;

The Word: L’intro mi ricorda molto lo stile dei Cradle of Filth, trasportandomi in un’atmosfera Gothic… Che viene improvvisamente spezzata dall’aggressività dei riff di chitarra e dai ruggiti dei Growls, seguiti da una tastiera incessante che scatena l’inferno;

God’s Place is on the Cross: Questa è forse la track più Black di tutto l’album. Possiamo notare, infatti, per la prima volta, l’assenza di parti melodiche e cori. Il gruppo decide di dare spazio alle sonorità Raw delle chitarre, Blast incalzanti di batteria ed urla strazianti. Pezzo adrenalinico;

Sick Earth: Intro di chitarra acustica seguito da riff che aprono la parte Melodica-Folk arricchita da cori femminili. La sensazione è quella di vagare divisi tra le fiamme dell’inferno e la pace del paradiso. Un’opera orchestrale, con le sue tastiere alla Dimmu Borgir e i riff di chitarra alla Emperor, Dissection;

Dark pit of Absurdity: L’aggressività si batte nelle orecchie con sprazzi melodici; Questo brano insieme a The Word e Lunar Onlooker costituiscono le track più orchestrali e, al contempo, violente di tutto l’album. Personalmente le ho apprezzate… un vortice di emozioni;

The Song of the Leper: L’intro è composto da una suite di chitarra acustica, seguita da tastiera. La parte centrale del pezzo è caratterizzata da assoli di chitarra e tastiera; La batteria è protagonista, invece, nella parte finale. Pezzo molto atmosferico; la voce Death fa da padrona assoluta;

Lunar Onlooker: Il seguente pezzo segue parallelamente le intro di “Dark pit of Absurdity” e “The Lot of Emptiness“. Il ritmo accelerato alla Speed Metal (il gruppo si basa maggiormente su old school) va a braccetto con la voce Death. Pezzo da ascoltare a volume alto;

The Whirl ends Where it Begins: Brano fiabesco. Nell’intro, per la prima volta, il pianoforte fa il suo ingresso come protagonista assoluto e lo rimane per buona parte del brano. I cori cantati in russo dal sapore Folk, le urla battagliere che fanno da intermezzo. Il pezzo è più pulito rispetto agli altri.. O quasi… le potenti chitarre, la pesante batteria… e la tastiera che si trasforma in pianoforte; Le urla terrificanti diventano un unico coro popolare, anch’essi Folk.
Sembra di assistere ad una scena di un film storico;

Black Tears: La cover dei Edge of Sanity è sicuramente la track meno movimentata dell’album. La parte canora rispetta la linea originale (tranne per qualche Growl che ci fa rimanere in tema con la musica dei Fausttophel), la parte strumentale, invece, è ricca di assoli di tastiera.
Cover riuscita e reinventata. Le Clear vocals mi hanno fatto rabbrividire, nonostante siano solo occasionalmente meno aggressive.

Il disco in questione è uno dei migliori che abbia mai ascoltato da quanto ho scoperto il vasto mondo del Metal. “…Sancta Simplicitas…” è un album impegnativo dal punto di vista esecutivo;
Influenzato da gruppi come Opeth, Dimmu Borgir, Cradle of Filth, Rotting Christ, Dissection, Emperor, i Fausttophel hanno saputo rinnovare il Black Metal dalle sue sonorità ruvide ed estreme, stemperando il tutto con le melodie delle tastiere, i cori femminili, e trasferendo, inoltre, un pizzico di progressive-folk. Album premiato a pieni voti.

Voto “…Sancta Simplicitas…”: 10/10

Recensione di:
Mystisk Død.

Fausttophel – “…Sancta Simplicitas…” Tracklist:
1. Wandering…Searching…;
2. The Lot of Emptiness;
3. The Word;
4. God’s Place Is on the Cross;
5. Sick Earth;
6. The Dark Pit of Absurdity;
7. The Song of the Leper;
8. Lunar Onlooker;
9. The Whirl Ends Where it Began;
10. Black Tears (Edge of Sanity Cover).

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