LorisDalì

LorisDalì esordisce in veste di cantautore nel 2015 con “Scimpanzé”, disco che riceve ottimi riscontri tra gli addetti ai lavori. Diverse riviste del settore gli dedicano pagine e recensioni positive.

Vengono estratti tre singoli. Segue lo “Scimpanzé Tour” con circa 30 date in tutta Italia. Nell’autunno del 2016 esce il secondo capitolo discografico dal titolo “Gekrisi”, autoprodotto e promosso da un tour in tutta la Penisola. Con una buona fama che lo precede dunque, mi accingo ad ascoltare le note e le storie che l’artista ha deciso stavolta di suonare e raccontare.

 

Nel brano  d’apertura, tra ritmi sbilenchi ed un testo trasversale, Loris accompagna l’ascoltatore  per mano ALDILA’: della notte, del mare, della luce, della melodia.  Stiamo ancora viaggiando rapiti dalle sapienti immagini create dall’artista quando irrompe GEKRISI, irridente fotografia dei giorni nostri che lascia l’amaro in bocca e lo stomaco chiuso. Siamo pressochè sottosopra e spiazzati quando parte il blues tagliente di JACK RISI, nel quale il menestrello ribalta le problematiche della crisi su se stesso e sul duro mestiere del cantastorie. Difficile e mai scontato, dove l’autoironia diventa benzina per affrontare il palcoscenico. Hit the road, Jack!  ALTRI TEMPI catapulta chi ascolta, nel dopoguerra; e dopo aver udito il padre di Loris narrare di quei tempi e rivelare le sue verità, sentiamo montare in noi uno spirito colmo di nostalgia e di rimpianto per quel tempo ormai perduto. In UNA CANZONE D’AMOR, con le sue sonorità Hawaiane, il nostro paroliere spiega perchè non scriverà mai una canzone d’amore; tra citazioni famose e nomi imponenti, sfilano davanti ai nostri occhi Paoli, Battisti, la Carrà, Mogol, De Andrè e Capossela, in un turbinio emotivo dissacrante e sbarazzino. CURRICULUM torna prepotentemente sul tema della crisi, incentrandosi stavolta sull’aspetto lavorativo di questa, a tal punto che tra esodati, sfrattati e malpagati,  ci troviamo a canticchiare  che per trovare lavoro “ci vuole un calcio nel curriculum” e si deve avere “una botta di curriculum”. Geniale. Con MIGRANTE, malinconica poesia sugli emigranti, Loris regala uno spaccato toccante e carnale degli Italiani che andavano a cercar fortuna in America. In un caffè all’italiana è rinchiusa l’essenza stessa dell’amore e del sacrificio. 40 ANNI  racconta di quelli nati, come chi scrive, quando ancora non c’erano i telefonini e la rete, ponendo l’accento su coloro i quali ancora continuano a sognare nonostante tutto il peso degli anni inizi a farsi sentire. TENSIONE, breve intermezzo musicale, tirato, ipnotico e volutamente fastidioso come una mosca nelle caldi notti estive, trasporta il fruitore verso UN TANGO QUALUNQUE, che in una sorta di traversata fiabesca, dalle estati dei tormentoni fino ai trenini di capodanno, ruvida e viscerale, conduce l’attonito uditore verso un finale quasi Western. In mezzo, sofficini, Banderas, Il Mulino Bianco, La bamba e tante altre citazioni che stuzzicano gli appetiti di chi ha la fortuna di ascoltare il brano. SANT’ANTONIO è un meraviglioso tributo ai canti della tradizione religiosa popolare del Sud. Dissacratorio ed irriverente, dispensa sorrisi in un crescendo di disavventure tra il Santo ed il Demonio. L’opera si chiude, come suggerisce il nostro cantore, con 3 ACCORDI, FISCHIO E DELAY , attraverso una celebrazione dissoluta e viziosa del mestiere del trovatore moderno.Notevole.

 

Il disco scorre piacevolmente, l’autore suona quasi tutto e con buona tecnica, associando,con talento, testi nella migliore tradizione folk. Dalla canzone popolare al western, dalla poesia di strada alle ritmiche slave, dal blues al tango e tanto altro ancora. Novello istrione del cantautorato peninsulare, LorisDalì convince, sia quando denuncia che quando irride. Sia quando gioca e si diverte, sia quando la malinconia lo pervade. Se sapete di qualche data dalle vostre parti, andateci senza indugio perchè il divertimento è garantito.

Frizzante: 7/10

Pier-X

 

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