scala mercalli

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, gli Scala Mercalli ci fanno la festa”! Il patriottismo, le radici, il cuore gonfio d’amore per la propria terra…In poche parole: Scala Mercalli! La band non ha bisogno di enormi presentazioni, dato il loro nome su scala nazionale a livello musicale; Basta dire che è grazie a band come questa se il fuoco dell’orgoglio italiano in ognuno di noi viene alimentato costantemente, tenendo alte le lucenti fiamme della patria. Dopo eccellenti lavori come “12th Level” e “Border Wild”, Luca Vignoni (Lead and Rhythm Guitar), Giusy Bettei (Bass), Christian Bartolacci (Voice) , Sergio Ciccoli (Drum), Clemente Cattalani (Lead and Rhythm Guitar) uniscono ancora una volta I loro animi, intrecciando le loro radici che sorreggono l’albero della loro musica, dando vita al loro ultimo album “New Rebirth” (2015): un disco colmo d’amore per la propria patria, con tecniche strumentali ben elevate ed un cuore che pompa sangue tricolore a non finire.

The Long March” funge da trampolino dal quale tuffarsi nelle acque del passato: un intro strumentale rigorosamente heavy che dispone i colori dell’album sulla tavolozza, pronto a dar vita ad un esilarante quadro sonoro.

Si nuota delicatamente tra le onde del tempo per arrivare alla grintosa “September 18, 1860”: un pezzo elegante, profondamente heavy e con vari accenni al power, che descrivono idilliacamente la Battaglia di Castelfidardo, dipinta dal pennello della musica di questa band, influenzata dalle sonorità Maideniane.

Il viaggio continua, ma stavolta non tra gli schemi del tempo, bensì dentro se stessi con “Nightmare Falls”: le raffinate note di uno storico heavy metal degno del suo nome riportano alla mente i tempi d’oro in cui gruppi come Halloween e Dio erano sovrani del movimento; una passeggiata tra gli oscuri pensieri dell’animo umano, dove l’unica fonte luminosa è l’heavy metal.

Si scopre con “All The Children Are Disappared” che gli Scala Mercalli, oltre che ad essere avventurieri del tempo, sono degli enfatizzanti storytellers: il testo del pezzo lo conferma, trasportando l’ascoltatore tra le pagine del libro dettagliatamente descritto dalla musica, rilegato dalle armoniosi sonorità power di questo strepitoso gruppo.

Gli ardenti riff introduttivi di “Time For Revolution” sono il toccasana per un headbang mostruosamente corposo, inarrestabile; l’anima patriottica si mostra in questo elegante ma possente pezzo, il quale incita ad una rivoluzione sociale ed emotiva, enfatizzata da un rovente sound.

Qualche piccola nota di ‘speranza’ ce la dona “Eternity”: una track accattivante, con una ritmica sobria, seguita da riff e soli estremi ed un basso grintoso, la cui fusione con gli altri elementi da vita ad un pezzo power di inesorabile bellezza nel quale potersi immergere…e ribellare!

Esplode l’orgoglio italiano della band con “Heroes Of Two Worlds”: un elogio al nostro caro Giuseppe Garibaldi, le cui gesta e il suo indomabile spirito avventuriero vengono descritti in questa track, radicata tra le ormai rinomate sonorità della band.

Siete pronti per un un unione thrash/heavy colma di magnetismo sonoro? Bene, allora siete pronti per “Face My Enemy”! Una track strutturata per un ampio pogo spirituale…e fisico! Un pezzo colmo di sfaccettature, con soli e riff mordenti che camminano sul suolo di una base ritmica sorprendente.

Dopo l’ascolto di “The Undead” la parola ‘heavy metal’ avrà ampliato I propri orizzonti sonori: l’accattivante intro della track ne spiegherà il motivo al fortunato ascoltatore, seguito da un testo spettacolare e ricco di scenografia.

Non si arresta la carica della band, e a darcene prova è “Spit On My Face”: il giro di basso non apre solamente la track, ma anche un varco nel cuore del pubblico, nel quale verrà successivamente iniettata l’adrenalina thrash metal della band, provocando una paradisiaca overdose sonora.

Giunge il momento della ballata strappalacrime “Last Leaf”: a parer mio, per il mio essere, uno dei testi più belli che abbia mai letto: puro, leggero e trasparente, accompagnato dai leggiadri arpeggi di un angelica chitarra ed una trasportante ritmica, senza parlare del duetto vocale tra le anime di sessi opposti, che si fondono in un capolavoro sonoro.

Ma si placa quasi immediatamente la quiete con “Still United”: un pezzo non eccessivamente spinto ma nel quale non mancano quelle venature metal, nelle quali pulsa il sangue di eccezionale teatralità musicale.

E come poteva concludersi un album ben saldo nel suolo del proprio paese e con tematiche radicali se non con “The Flag”?! Sventola la bandiera degli Scala Mercalli con un breve accenno all’inno nazionale italiano, interamente strumentale e soavemente enfatico, che saluta il pubblico in maniera esemplare.

È grazie a gruppi come gli Scala Mercalli se sono orgoglioso di essere italiano; la band ha evocato lo spirito degli annali, dando vita ad una storia perfettamente narrata dal sound di questi ragazzi. “New Rebirth” è l’elogio a tutto ciò in cui crediamo, ad ogni minima parte del nostro spirito e del nostro volere; farà passi da gigante su scala europea, o nel migliore dei modi, mondiale…Ma non sarà mai apprezzata come verrà fatto da noi, popolo italiano, figli di questo sound, figli degli Scala Mercalli.

 

MARCO DURST

90/100

 

Per saperne di più sugli Scala Mercalli visita la loro pagina.

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